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UOVO CENTENARIO

cuochimabuoni sublime food design uovo centenario

Cos’è un uovo centenario?
L’uovo centenario è un paradosso.
Cos’è un paradosso?
Un paradosso è una cosa che non potrebbe essere ma è.
Come Babbo Natale?
Quasi. Penserei più ad una sorpresa, a qualcosa di inaspettato.
Come quando vieni e prendermi a scuola per portarmi in piscina anche se non sopporti di andare in piscina?
Un po’ si e un po’ no. È come quando vengo a prenderti a scuola in un giorno in cui dovrei andare al lavoro.
Una magia quindi.
Si, la magia è un paradosso, come l’uovo centenario. Un uovo è qualcosa che deve nascere, eppure ha già cento anni. D’altronde bisogna prendere un uovo e metterlo in una pozione un po’ schifosa, uova d’anatra, cenere, calce viva e tè nero, bleah!
Le pozioni sono tutte schifose.
Appunto, però possono guarire o trasformarti in una fata o in quello che più desideri. Vuoi assaggiarlo?
Sembri Ferdi di “Prosciutto e uova verdi”.
Allora assaggialo.
No, è tutto nero.
Ma dentro è verde!
Dai papà, facciamo che lo assaggio la prossima volta.
Peccato, volevo vedere quella faccina buffa che fai quando assaggi una cosa che non ti piace solo per fare piacere a me.

Vabbene… vi dico come usare l’uovo centenario!

appena avrete trovato il coraggio di sbucciarlo e vi sarete abituati alla puzza ed alla consistenza, tagliatelo a spicchi e mettetelo nelle vostre insalate, oppure sopra un magnifico riso in bianco. Io consiglio una spruzzata di salsa di soia o salsa teriyaki, scorza di lime o di zenzero.

RICETTE LETTERARIE

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MENU VEGANO DI PRIMAVERA 280 396 chefnero

MENU VEGANO DI PRIMAVERA

cuochimabuoni sublime food design menu vegano di primavera

“I vegani sono tutti degli sciroccati!”
“I vegani sono tutti hipster!”
“I vegani ammazzano i bambini!”
“I vegani ammazzano i vecchi!”
“I vegani pensano che le verdure soffrono!”
“I vegani mangiano le verdure che soffrono!”
“I vegani sono i nemici di Goldrake!”
Goldrake mangiava libri di cibernetica e insalate di matematica. Goldrake era vegano. Quindi era un suo nemico. Goldrake, in primo luogo combatteva contro se stesso.
“I vegani sono Goldrake!”

INSALATA DI FAGIOLI CANNELLINI, CIPOLLOTTO DI TROPEA, MAIO VEG E BASILICO

INGREDIENTI
200 gr di fagioli cannellini precotti
2 cipollotti di tropea
100 ml di latte di soia
1 limone
200 ml olio di semi di girasole
sale qb
10 foglie di basilico

PROCEDIMENTO
In un bicchiere pimerizzate l’olio, il latte di soia, il sale e il succo di limone. In un solo gesto frullando dal basso verso l’alto avrete la vostra maionese vegana (forse). Comunque si fa cosi, allenatevi. In una insalatiera mettete i fagioli scolati, la cipolla di tropea tagliata finemente e condite con la maionese (sempre che vi sia venuta), poi finite con le foglie di basilico fresco.

Ditali aglio fresco olio e peperoncino

INGREDIENTI
320 gr di ditali
1 bulbo di aglio fresco
2 peperoncini freschi
Olio evo
sale qb

PROCEDIMENTO
Premetto che aglio e peperoncino fanno veramente bene quindi smettetela di fare i fighetti e mangiatene in abbondanza, al massino non limonerete con nessuno. Intanto fate bollire l’acqua in una pentola e salatela solo quando raggiunge l’ebollizione, poco importa se vi hanno insegnato a metterlo prima, è una cazzata e quindi non fatelo, poi cuocete la pasta e scolatela al dente. Fate un soffritto con l’aglio fresco a listarelle e il peperoncino. Finite la pasta nella padella.

Sedano rapa arrostito con salsa alla senape e piselli

INGREDIENTI
1 sedano rapa da 400 gr
200 gr di senape buona
100 ml di acqua (va bene anche quella del rubinetto)
100 gr di piselli freschi
Olio evo qb
Sale qb

PROCEDIMENTO
Sedano rapa (chi è costui?), siate curiosi, andate a cercarlo, è una specie di mostro ma molto buono e versatile (più in là, quando sarete pronti vi spiegherò). Dopo averlo pulito tagliatelo a fette di circa 1 centimetro e lasciate la buccia. In una padella fate arrostire il sedano rapa con poco olio evo e aggiungete  i piselli, salate e dopo che il sedano sarà arrostito sfumate con acqua. Quando sarete a cottura aggiungete la senape  e mantecate.

Cocchino al cacao

INGREDIENTI
250 ml di latte di cocco
250 gr di farina di cocco
250 gr di zucchero a velo
100 gr di cacao amaro
20 ml di rum bianco

PROCEDIMENTO
In un recipiente mescolate il latte di cocco con la farina di cocco e  lo zucchero a velo. Lasciate riposare in frigo per 30 minuti e poi ricavatene delle palline. Sciogliete il cacao nel rum e ricoprite le palline di glassa.

RICETTE LETTERARIE

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DON’T BREAK MY (MEAT)BALLS 320 457 chefnero

DON’T BREAK MY (MEAT)BALLS

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Gli spaghetti con le polpette sono il piatto italiano più famoso all’estero. Ma di quale cazzo di piatto si tratta? Si tratta degli spaghetti alla bolognese. E in realtà esistono solo fuori dall’Italia. Lo spaghetto alla bolognese a bologna nessuno l’ha mai visto.
Avete presente Willy e il vagabondo? Sono quelli con cui si passano la mononucleosi nella mitica scena del mutual spaghetto.
Volete sapere come si fanno? Di solito non si fanno perché vendono il sugo già pronto. È chiaro che le polpette del sugo saranno come minimo di opossum. Il pomodoro di pomodori alieni. E per il resto tanta tanta merda industriale.
Io vi propongo la mia ricetta. E la chiamo così!
Bologna! Dont break My fucking meatballs!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE UMANE:
300 gr di parmigiano reggiano
100 gr di pangrattato
300 gr di carne mista
1 cipolla
1 mazzo di prezzemolo
Noce moscata qb
3 uova
Sale e pepe qb

PER IL SUGO:
Un barattolo di pelati da 400 gr
1 spicchio d’aglio
5 foglie di basilico
Sale qb
300 gr di spaghetti costosi

PROCEDIMENTO:
Impastate le polpette con gli ingredienti della prima parte, potete farcela, credetemi! Anche i bambini riescono… sfruttateli. Se troppo morbide aggiungete pangrattato. Assaggiate l’impasto, lo so che ci sono le uova, ma non succede niente, la salmonella è solo sul guscio! Se fossero andate a male avreste l’inferno a casa, una puzza solforosa.
Soffriggete l’aglio in poco olio e fate il sugo. Mettete le polpette dentro e fatele cuocere. Scolate gli spaghetti al dente e finiteli col sugo. Servire ben mantecati e con mezzo Chilo di parmigiano grattugiato.

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#POSTCARDS FROM ISOLA 400 568 chefnero

#POSTCARDS FROM ISOLA

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#POSTCARDSFROMISOLA ovvero non spedirmi a fanculo, dai, non fare così, spediscimi una cartolina con una tua ricetta, cazzo!
Il corpo umano è bello, il cuore umano no! Il guscio della lumaca è bello, la lumaca lascia un po’ a desiderare. La buccia della mela di Biancaneve è bella, la mela in questione è avvelenata. La pelle è la parte più profonda dell’essere umano, diceva il filosofo. Il filosofo è brutto fuori ma bello dentro. Lo scorfano è brutto fuori ma buono dentro. Per i greci il bello corrispondeva al buono, e il brutto al cattivo. Questo piatto è più bello fuori che dentro. Una cartolina spesso è più bella fuori che dentro.
Meglio se glitterata!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE:
1 peperone rosso fuoco
1 mazzetto di menta fresca e turgida
4 tranci di merluzzo fresco
1 limone
4 fette di pane nero
Paprika dolce qb
Sale e olio evo qb

PROCEDIMENTO:
Accendete il forno e portatelo a 190 gradi Celsius. Celsius era un astronomo fico svedese. Queste cose dovete saperle. Non potete accendere  il forno senza sapere qualcosa riguardo Celsius. Dai ritratti dell’epoca (1700) appare smilzo e segaligno, con un gran parruccone arricciato, come si usava all’epoca. Ha viaggiato per mezza Europa, ha studiato centinaia di aurore boreali. Aveva il naso puntato verso il cielo. Aveva il suo naso sulla faccia. Il suo collega Tycho Brahe, nato nella stessa zona un secolo prima aveva perso il naso la notte del mio compleanno sfidando a duello un matematico con il quale aveva ferocemente litigato a causa di questioni di lunghezza del pene astronomico. E quando due matematici litigano so’ cazzi. Nel duello Tycho perse il naso, non il pene (di cui non conosciamo né la lunghezza, né il peso specifico). Ora, a voi sembrerà strano ma per un astronomo il naso è importantissimo perché aiuta l’occhio nello scrutare le stelle. Per ovviare a questo problema si fece montare un naso di rame, e sempre con quello andava in giro finché un gruppo di rumeni non glielo rubò per trarne vantaggi economici sul mercato nero. Tycho morì in circostanze particolari. Durante una cena a casa di chissà quale re della Danimarca gli esplose la vescica. Il re era un fottutissimo logorroico e Tycho un timidone che non riusciva a trovare il modo di interromperlo per andare a pisciare. Immaginatevi la scena mentre metterete i peperoni in forno e li lascerete abbrustolire finché non saranno carbonizzati sulla pelle. Tirateli fuori e metteteli in un sacchetto di carta. Fateli raffreddare e poi spellateli. Ricavatene delle strisce lunghe e conditele con succo di limone, olio evo, sale e menta. Cuocete il merluzzo arrostendolo in padella. Impiattate il merluzzo sulla fetta di pane nero ricoperta di paprika e poi copritelo con un lenzuolo regolare di peperoni marinati.
Dimenticavo la parte essenziale: sia Celsius che Tycho hanno dato il nome ad un cratere lunare.

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